
Reportage di degustazione di Dante Cerioli
Serata esclusivaSUPER TUSCANSOLAIA
Sei annate di Solaia, dal 1997 al 1985. Tignanello 1983 e Saffredi 1993. Quattordici commensali, una serata magnifica da conservare nel Diario.
Osteria de l’Umbreleèr · Cicognolo (CR)
Copertina illustrativa · Paesaggio evocativo della Toscana
Il momento
Quattordici persone. Una memoria condivisa.
Venerdì 11 settembre 2026, all’Osteria de l’Umbreleèr di Cicognolo, eravamo in quattordici. La serata ha riunito una verticale di Solaia e due ulteriori etichette di grande interesse: Tignanello 1983 e Saffredi 1993.
Per me è stata una serata magnifica. Il valore di un incontro così sta anche nel poter condividere bottiglie che raramente si trovano riunite sulla stessa tavola. Le date sulle etichette ci hanno accompagnato lungo un percorso che abbraccia quattordici anni di vendemmie, dal 1983 al 1997.
Il servizio e la degustazione hanno richiesto tutta la nostra attenzione. Questa intensità spiega anche perché l’archivio fotografico è essenziale: abbiamo dedicato il tempo alla serata, ai vini e ai commensali. Restano questi scatti, le etichette e la memoria di un’esperienza che desidero custodire nel Diario.
Il programma conservato negli Eventi racconta la proposta iniziale. Qui raccolgo i vini effettivamente aperti e le fotografie disponibili, aggiungendo un approfondimento documentario su ciascuna annata.
Dante Cerioli Sommelier professionista
Le fotografie
Ciò che resta della serata.
Fra il servizio e la degustazione, la serata ha richiesto tutta la nostra attenzione e abbiamo potuto realizzare poche fotografie. Qui raccogliamo gli scatti disponibili e i dettagli recuperati successivamente. Se qualche commensale ci invierà altre fotografie, le aggiungeremo a questo reportage.
Tre dettagli dalla tavola
Le etichette, da vicino.
La carta, i millesimi, i segni del tempo. Uno sguardo più vicino alle bottiglie che hanno costruito questa serata.
Fotografie originali della serata. La correzione cromatica nella visualizzazione conserva i file originali e le scritte delle etichette.
Il protagonista
Solaia. La storia dietro le date.
Solaia nasce nel 1978, sulla collina della Tenuta Tignanello. Il vigneto guarda a sud-ovest, fra 350 e 400 metri di altitudine, su alberese e galestro. Nei primi due millesimi il vino univa Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc; successivamente entrò il Sangiovese. È una storia di sperimentazione che si legge anche nelle variazioni dell’uvaggio.
Riunire sei annate significa attraversare una parte di questa storia: 1997, 1995, 1994, 1990, 1988 e 1985. Nel settembre 2026 ci separavano rispettivamente 29, 31, 32, 36, 38 e 41 anni dalle vendemmie. Ogni etichetta porta una data; ogni bottiglia ha seguito un proprio percorso di conservazione.
A questo confronto si sono affiancati Tignanello 1983, legato alla stessa famiglia e alla stessa tenuta, e Saffredi 1993 di Fattoria Le Pupille, espressione della Toscana maremmana. Otto etichette per raccontare luoghi, scelte e tempi diversi.
Le aziende
Una collina. Due vini Antinori. Una voce dalla Maremma.
La storia vinicola degli Antinori viene fatta risalire al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entrò nell’Arte dei Vinattieri di Firenze. Ventisei generazioni costituiscono il filo di una famiglia che ha accompagnato il vino italiano attraverso epoche profondamente diverse.
La Tenuta Tignanello si trova nel Chianti Classico, fra le valli della Greve e della Pesa. Solaia e Tignanello nascono sulla stessa collina, caratterizzata da marne marine plioceniche. La proprietà entrò nella storia degli Antinori a metà Ottocento; negli anni Settanta divenne un luogo importante di ricerca enologica. La vicinanza dei vigneti rende particolarmente interessante leggere insieme i due vini, senza confonderne le identità.
Tignanello assunse il nome attuale con il millesimo 1971, dopo essere nato come Chianti Classico Riserva del 1970. Le uve bianche furono abbandonate nel 1975. L’etichetta disegnata da Silvio Coppola nel 1974 per l’annata 1971 è diventata parte del suo linguaggio visivo: una firma riconoscibile anche sulla bottiglia del 1983 fotografata in Osteria.
Saffredi ci conduce verso Pereta e la Maremma. La prima annata risale al 1987: il progetto di Elisabetta Geppetti, accompagnato da Giacomo Tachis, fu dedicato a Fredi, Alfredo, che aveva contribuito alla sua passione per la vigna. È una voce distinta nella Toscana dei grandi rossi, presente alla nostra tavola con il 1993.
Bottiglia per bottiglia
Otto etichette. Otto capitoli.
Le schede che seguono raccolgono dati storici e letture pubblicate dai produttori o da critici identificati. Le note della critica appartengono alle loro degustazioni, nelle date e nei formati indicati. Sono un riferimento documentario e non una trascrizione delle impressioni dei quattordici commensali.
Su vini maturi, formato, conservazione e singola bottiglia contano quanto l’annata. Per gli uvaggi riportiamo percentuali soltanto quando una fonte riferita a quello specifico millesimo le documenta.
Le immagini delle bottiglie qui sotto sono ricostruzioni illustrative. Per Solaia è utilizzata una figura comune di ispirazione storica; ogni annata è identificata nel testo a fianco. Le fotografie delle bottiglie effettive restano nella galleria sopra.

01 / 08 Marchesi Antinori
Solaia 1997
La consacrazione internazionale
29 anni dalla vendemmia, al momento della serata
75% Cabernet Sauvignon · 20% Sangiovese · 5% Cabernet Franc
Il 1997 porta nella verticale un riconoscimento preciso: Wine Spectator lo proclamò Wine of the Year nel 2000. Il premio si riferisce al vino del 1997; la data dell’elezione è il 2000.
La lettura documentaria
Nel confronto in magnum pubblicato nel 2020, Antonio Galloni ne sottolinea ricchezza e una struttura tannica ancora pronunciata.

02 / 08 Marchesi Antinori
Solaia 1995
Ricchezza e vitalità
31 anni dalla vendemmia, al momento della serata
Nel nostro percorso il 1995 precede il 1994: due vendemmie consecutive che permettono di osservare il vino attraverso un intervallo breve, dentro una verticale molto più ampia.
La lettura documentaria
Nella retrospettiva del 2013, Antonio Galloni descrive un equilibrio fra ricchezza e vivacità, con energia espressiva.

03 / 08 Marchesi Antinori
Solaia 1994
Il dettaglio di un’annata
32 anni dalla vendemmia, al momento della serata
70% Cabernet Sauvignon · 20% Sangiovese · 10% Cabernet Franc
La cronaca di Kyle Phillips della verticale Antinori a Vinitaly documenta per il 1994 un taglio diverso da quello riportato per il 1988 e il 1997. È un dettaglio utile per leggere la storia del vino attraverso l’assemblaggio.
La lettura documentaria
Nel 2020, in magnum, Galloni evidenzia precisione e trasparenza, con richiami di ciliegia, prugna, moka e rosa.

04 / 08 Marchesi Antinori
Solaia 1990
La profondità del tempo
36 anni dalla vendemmia, al momento della serata
Trentasei anni separano questa vendemmia dalla nostra serata. Nella sequenza, il 1990 segna il passaggio dai millesimi della metà degli anni Novanta alle bottiglie che ci riportano verso gli anni Ottanta.
La lettura documentaria
Galloni, nella degustazione in magnum pubblicata nel 2020, descrive opulenza, frutto scuro maturo, cioccolato, spezie e cuoio.

05 / 08 Marchesi Antinori
Solaia 1988
Struttura e memoria
38 anni dalla vendemmia, al momento della serata
75% Cabernet Sauvignon · 20% Sangiovese · 5% Cabernet Franc
Kyle Phillips riferisce per il 1988 un’estate lunga e calda, senza caldo estremo, favorevole alla concentrazione delle uve. La lettura climatica accompagna il dato di un vino giunto alla nostra tavola a trentotto anni dalla vendemmia.
La lettura documentaria
Nella retrospettiva del 2013, Galloni ne apprezza complessità e struttura, superiori al 1985 nel suo confronto.

06 / 08 Marchesi Antinori
Solaia 1985
Quarantuno anni dalla vendemmia
41 anni dalla vendemmia, al momento della serata
È il millesimo più lontano della verticale di Solaia qui documentata. Il 1985 estende il percorso fino a quarantuno anni prima della serata: una distanza che rende centrale la storia della singola bottiglia e della sua conservazione.
La lettura documentaria
Galloni, nel 2013, descrive bottiglie ben conservate dal profilo levigato e ancora fruttato, ricordando l’importanza della conservazione.

07 / 08 Marchesi Antinori
Tignanello 1983
L’altra voce della collina
43 anni dalla vendemmia, al momento della serata
80% Sangiovese · 15% Cabernet Sauvignon · 5% Cabernet Franc
Tignanello appartiene alla stessa tenuta di Solaia e porta il Sangiovese al centro del confronto. Il 1983 è l’annata più antica fra gli otto vini della serata: quarantatré anni dalla vendemmia.
La lettura documentaria
Neal Martin, nel luglio 2026, descrive una double magnum equilibrata e matura, con frutto rosso balsamico, cuoio e spezie. Riporta circa 24 mesi in rovere francese e botti di Slavonia: dati e impressioni riferiti a quella recensione.

08 / 08 Fattoria Le Pupille
Saffredi 1993
La Maremma alla nostra tavola
33 anni dalla vendemmia, al momento della serata
75% Cabernet Sauvignon · 18% Merlot · 7% Alicante
L’archivio aziendale registra il 1993 come annata fresca e indica una produzione di 9.500 bottiglie. Nel taglio compare Alicante: un dettaglio storico da conservare, senza sostituirlo con il Petit Verdot delle formulazioni più recenti.
La lettura documentaria
Luca Grippo, su Bibenda n. 50 del 2014, descrive note tostate, floreali, di sottobosco e balsamiche; un sorso austero, tannico, fresco e salino, con richiami finali di cioccolato e menta.
A tavola
Il menu, conservato insieme alla serata.
Il menu della serata è conservato nella pagina dell’evento: Wagyu “Cigolina”, caramelle al cortile e timo, lumache alla Bourguignonne, presa di maiale iberico “Pata Negra” e Comté con mostarda di fichi Luccini.
Leggi l’evento e il menu originario